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Obbligazioni 2: la curva dei rendimenti

Investitori e commentatori parlano spesso di "curva dei rendimenti" quando discutono di prospettive per l'obbligazionario, i mercati e l'economia. La curva dei rendimenti è infatti anche uno strumento per valutare le condizioni economiche generali oltre che per orientare le decisioni di investimento.

Al termine di questo capitolo, sarai in grado di:

  • Cos'è il rendimento
  • Cosa è una curva dei rendimenti
  • Cosa ci dice la forma della curva dei rendimenti
  • In che modo gli investitori possono utilizzare la curva dei rendimenti

Cos'è il rendimento?

Prima di illustrare il concetto di curva dei rendimenti, chiariamo il significato di "rendimento", termine che indica semplicemente il guadagno annuo conseguito su un investimento. Nel caso delle obbligazioni, il rendimento si basa sul prezzo di acquisto del titolo e sulle cedole percepite.

Gli investitori obbligazionari utilizzano spesso un parametro di rendimento chiamato "rendimento alla scadenza" per valutare un'obbligazione rispetto ad un'altra. Il rendimento alla scadenza rappresenta il guadagno complessivo che un investitore percepisce dal possesso di un'obbligazione fino alla sua scadenza e comprende tutti i pagamenti in linea interessi nonché l'eventuale aumento o decremento del prezzo dell'obbligazione.

Cosa è una curva dei rendimenti?

La curva dei rendimenti è essenzialmente un grafico lineare che esprime il rapporto tra il rendimento a scadenza e le scadenze per un paniere di obbligazioni.

Le obbligazioni rappresentate su una curva dei rendimenti devono appartenere alla medesima categoria e avere pari qualità creditizia. È importante che sia così poiché la curva dei rendimenti illustra i differenti livelli di rendimento esclusivamente rispetto a obbligazioni che differiscono solo in termini di scadenza. La relazione tra rendimento e scadenza prende il nome di "struttura a termine" dei tassi d'interesse.

È possibile creare una curva dei rendimenti per qualsiasi tipo di obbligazioni. La più utilizzata è la curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro americano, poiché queste obbligazioni non presentano alcun rischio di credito percepito (essendo garantite dal governo) e rappresentano un'ampia gamma di scadenze dai tre mesi ai 30 anni.

Il grafico successivo è un esempio a fini illustrativi di curva dei rendimenti riferita a titoli governativi americani. La curva raffigurata comincia dall'obbligazione con la scadenza più breve, in questo caso un anno, e prosegue con i titoli con scadenza progressivamente più lunga sino all'obbligazione con scadenza a 30 anni. Come si può vedere nel grafico, il rendimento di un'obbligazione a 3 anni è del 2,0% mentre il rendimento del titolo a 10 anni è del 2,4%.

Esempio illustrativo di curva dei rendimenti dei titoli governativi

A scopo puramente illustrativo

Cosa ci dice la forma della curva dei rendimenti?

La forma della curva dei rendimenti ci segnala se i tassi d'interesse sono attesi salire o scendere in futuro. Ad esempio, un'inclinazione della curva dal basso verso l'alto indica che gli operatori di mercato si aspettano un rialzo dei tassi.

L'inclinazione della curva può rappresentare un buon indicatore del clima economico in quanto esprime le aspettative degli investitori in merito al futuro andamento dei tassi e, dunque, alle prospettive dell'economia.

Di seguito riportiamo tre forme comuni della curva dei rendimenti corredate da una spiegazione del loro significato.

Curva dei rendimenti normale

La forma normale della curva dei rendimenti ha un’inclinazione dal basso verso l'alto, da sinistra verso destra. Questo tipo di curva indica che i rendimenti sono più elevati per le obbligazioni con scadenza più lunga.

In genere, una curva dei rendimenti con questa forma si osserva nelle fasi espansive, quando l'economia è in crescita.

In una congiuntura espansiva, gli investitori chiedono rendimenti più elevati per le obbligazioni con scadenze più lunghe come remunerazione per il rischio di aumenti dell'inflazione e rialzi dei tassi futuri.

Curva dei rendimenti piatta

Una curva dei rendimenti piatta si riscontra nelle fasi economiche di transizione dalla crescita a un rallentamento e viceversa.

Molto spesso si osserva una curva dei rendimenti piatta quanto le banche centrali alzano i tassi d'interesse per moderare un'economia che cresce a ritmo accelerato. In questi casi, i tassi a breve termine registrano aumenti che rispecchiano i rialzi dei tassi ufficiali, mentre quelli a lungo termine scendono poiché le aspettative d’inflazione si attenuano.

Curva dei rendimenti invertita

Talvolta, la curva dei rendimenti inverte la propria inclinazione, puntando verso il basso. Quando questo avviene le obbligazioni con scadenza più lunga presentano rendimenti più bassi rispetto ai titoli a breve scadenza.

La forma invertita non è comune e in genere è associata a periodi di recessione quando i tassi d'interesse e l'inflazione sono bassi o in calo.

Storicamente la curva dei rendimenti ha cominciato a invertirsi circa 12-18 mesi prima dell’inizio di una recessione.

In che modo gli investitori possono utilizzare la curva dei rendimenti?

Per chi è interessato a investire in obbligazioni, la curva dei rendimenti è uno strumento utile per confrontare i diversi titoli a reddito fisso disponibili. Spesso viene utilizzata la curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro americano poiché queste obbligazioni non presentano alcun rischio di credito percepito. Tale curva può quindi fungere da benchmark per altre obbligazioni che invece presentano una qualche forma di rischio.

Ad esempio, per effetto delle differenze nel rischio di credito percepito, un'obbligazione societaria a 3 anni potrebbe avere un rendimento dello 0,5% superiore a quello del titolo del Tesoro americano di pari scadenza.

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