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Strategie d'investimento

Aggiornamento sulla Strategia Income: rendimenti interessanti con la gestione attiva

Riteniamo che la combinazione attuale di rendimenti di partenza interessanti, divergenza economica a livello globale e mercati in evoluzione determini un quadro favorevole per l’obbligazionario a gestione attiva.
Daniel Ivascyn
Aggiornamento sulla Strategia Income: rendimenti interessanti con la gestione attiva
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Sintesi

  • Divergenza a livello globale e valutazioni elevate determinano un quadro energico per l’obbligazionario a gestione attiva
  • Puntiamo in modo attivo su opportunità globali, che comprendono titoli cartolarizzati di alta qualità, esposizione selettiva ai mercati emergenti e posizioni relative value su tassi e valute, per rafforzare rendimenti e diversificazione.
  • Manteniamo la focalizzazione su resilienza e flessibilità, ponendo enfasi su attivi di alta qualità, esposizioni globali diversificate e capacità di sfruttare le evoluzioni della curva dei rendimenti e delle condizioni creditizie attraverso la gestione attiva.

Gli investimenti obbligazionari hanno registrato una solida performance nel 2025 e con l’arrivo del 2026 le prospettive continuano ad apparire molto costruttive. Rendimenti di partenza interessanti, condizioni economiche divergenti a livello globale e mercati in evoluzione determinano un contesto di opportunità che PIMCO ritiene sia uno dei migliori per l’obbligazionario da più di un decennio. In questo articolo, Dan Ivascyn, che gestisce la Strategia PIMCO Income assieme ad Alfred Murata e Josh Anderson, risponde alle domande del nostro fixed income strategist Esteban Burbano, illustrando il quadro macroeconomico e come il team d’investimento stia posizionando la Strategia Income nel contesto attuale.

D: Nelle ultime Prospettive CiclicheOpportunità di capitalizzazione” illustriamo un quadro globale caratterizzato dalla divergenza. Come può incidere la crescente dispersione sul panorama d’investimento?

R: La minore correlazione nei percorsi di crescita e nelle politiche a livello globale offre un contesto interessante per la gestione attiva degli investimenti. Allo stesso tempo, le valutazioni azionarie restano elevate e i tassi monetari in molti mercati sono in discesa, mentre l’obbligazionario sulle scadenze intermedie e più lunghe continua a offrire pregevole valore.

Per gli Stati Uniti ci aspettiamo una crescita robusta in termini sia assoluti che relativi, sostenuta dai solidi fondamentali delle famiglie a reddito medio e alto, dai tassi bassi sui mutui contratti in passato e dalla spinta generale che deriva dall’intelligenza artificiale (IA) come tecnologia e per gli investimenti che comporta, compresi quelli in infrastrutture energetiche. Lo stimolo fiscale varato lo scorso anno fornisce anch’esso sostegno. L’inflazione probabilmente resterà al di sopra del target della Fed ma, anche con un percorso accidentato, ci aspettiamo una sua tendenziale discesa nel corso dell’anno.

Al di fuori degli Stati Uniti, molte economie appaiono più fragili perché mancano diversi di quei fattori che sostengono l’economia americana. La divergenza a livello globale nelle traiettorie di crescita e i trend di cambiamenti sul fronte delle politiche stanno creando significative opportunità con mercati meno correlati.

D: Hai parlato di crescita robusta e inflazione in calo. Quali rischi o fattori dirompenti potrebbero mettere in discussione queste prospettive?

R: Ci sono rischi significativi da tenere presente. Da inizio anno si sono già registrate considerevoli tensioni geopolitiche, gli sviluppi in Venezuela e sulla Groenlandia hanno colto di sorpresa i mercati e continuano ad alimentare incertezza. L’approccio di politica estera degli Stati Uniti è passato al centro dell’attenzione. C’è inoltre fondamentale incertezza sull’inflazione, che resta al di sopra del target delle banche centrali negli Stati Uniti e in altri Paesi come Giappone, Australia e Regno Unito.

Tutto questo implica che probabilmente proseguirà la differenziazione tra economie a livello globale e permarranno rischi legati all’inflazione. Queste dinamiche tuttavia creano anche opportunità di diversificazione globale per i gestori attivi, attraverso posizioni locali attentamente dimensionate o esposizioni valutarie selettive. Con un’adeguata gestione, queste posizioni possono contribuire non solo a determinare profili di rendimento interessanti ma anche potenziale di valida performance complessiva.

D: Cosa prevediamo per la Fed e altre banche centrali?

R: Nei mercati sviluppati (MS), gran parte delle banche centrali è destinata ad abbassare i tassi con l‘inflazione che si avvicina al target. Ci aspettiamo, in generale, allentamento monetario nelle economie sviluppate, ad eccezione del Giappone dove le dinamiche di mercato possono spingere a rialzi dei tassi. Negli Stati Uniti la crescita dovrebbe restare solida e pensiamo che la Fed punterà ad abbassare il tasso di riferimento, probabilmente più avanti quest’anno, per portarlo intorno al 3%. Ciò detto, il percorso resta molto dipendente dai dati che sopraggiungeranno. A fronte di questo quadro, il nostro posizionamento si presenta più bilanciato, mantenendo flessibilità per sfruttare volatilità localizzata.

D: Quali sono le nostre previsioni sul Dollaro nel contesto di allentamento monetario, pressioni fiscali e quadro globale in evoluzione per gli investimenti?

R: Il Dollaro è tra il valore equo e una lieve sopravvalutazione, pertanto manteniamo un modesto sottopeso sul biglietto verde. Con cicli sempre più asincroni a livello globale, posizionamenti basati sul valore relativo appaiono più convincenti. Valute locali e tassi al di fuori degli Stati Uniti continuano a offrire opportunità interessanti in termini di diversificazione e potenziale di rendimento.

D: Come sintetizzeresti il posizionamento della Strategia Income per il 2026?

R: La Strategia Income ha un posizionamento incentrato su resilienza e flessibilità, soprattutto considerando che segmenti del mercato, il credito societario e l’azionario in particolare, continuano a riflettere nelle valutazioni scenari ideali. Noi diamo priorità alla diversificazione e ci adoperiamo per mantenere alta la liquidità in modo da poter rispondere con rapidità in caso di movimenti di mercato particolarmente accentuati. Questo implica mantenersi prudenti rispetto ad ambiti in cui gli spread non offrono adeguata remunerazione agli investitori a fronte della sensibilità al ciclo economico, conservare una chiara predilezione verso attivi di maggiore qualità e usare tutti gli strumenti del nostro armamentario a livello globale per puntare a rendimenti interessanti.

Sui tassi, manteniamo un posizionamento di duration lievemente inferiore rispetto al benchmark obbligazionario aggregato ma focalizzato sulla porzione intermedia della curva (5–10 anni), che riteniamo offra un migliore bilanciamento tra rendimenti interessanti e flessibilità. Restiamo meno costruttivi sulla porzione della curva con scadenze molto a lungo termine. In termini geografici, abbiamo ampliato l’esposizione a Regno Unito, Australia e a determinati mercati emergenti (ME), tra cui Colombia, Sudafrica, Brasile e Messico. Si tratta di allocazioni improntate alla  prudenza ma volte a rafforzare sia i rendimenti che la diversificazione.

L’irripidimento della curva dei rendimenti è stato uno dei temi sui quali abbiamo nutrito maggiore convinzione lo scorso anno e, con l’evolvere delle valutazioni, le scadenze più lunghe stanno cominciando ad apparire più interessanti. Ci aspettiamo che possano svolgere un ruolo maggiore nel 2026 con la continua evoluzione dell’insieme di opportunità.

D: Qual è il nostro orientamento sul credito in questa fase, sia sul credito strutturato che sui mercati del credito societario in generale?

R: Nel credito strutturato continuiamo a porre enfasi sui segmenti di maggiore qualità, ambiti sostenuti da underwriting robusto e bilanci solidi delle famiglie. Questo comprende esposizioni focalizzate sul segmento del credito ai consumatori come quello basato su mutui residenziali, ABS di finanziamenti auto, ABS di prestiti studenteschi sui mercati privati, e finanziamenti a mutuatari con reddito medio/alto. Siamo anche attivi sui mercati delle cartolarizzazioni nel Regno Unito e in Australia, dove le tranche senior offrono tuttora potenziale di rendimento interessante su base corretta per il rischio. Siamo invece più selettivi su operazioni che riguardano infrastrutture per le tecnologie e quelle energetiche correlate. Possono essere opportunità allettanti ma tendono a implicare maggiore volatilità e ad essere più assimilabili al credito societario in termini di comportamento.

Nel credito societario, sui mercati sia pubblici che privati, gli spread restano compressi. La performance è stata robusta dalla crisi finanziaria globale ma si cominciano a vedere i primi segni di deterioramento, tra cui alcuni default di rilievo. In questo contesto, restiamo prudenti sul beta del credito societario generico e continuiamo a privilegiare esposizioni di maggiore qualità all’obbligazionario governativo e agli MBS. Questo posizionamento contribuisce a mantenere il portafoglio difensivo e al contempo preservare ampia liquidità, dotandoci di flessibilità per sfruttare inversioni tecniche o episodi di volatilità che potrebbero offrire punti di ingresso più interessanti.

D: È cambiato il nostro giudizio sugli MBS agency dopo i recenti sviluppi politici?

R: Il nostro giudizio sugli MBS agency resta costruttivo. Questi titoli hanno rappresentato una posizione importante grazie alla solida liquidità, all’elevata qualità del credito e a valutazioni storicamente interessanti. I fondamentali restano immutati.

Quello che è cambiato è il quadro tecnico. La riduzione degli MBS nel bilancio della Fed ha esercitato pressione sul segmento ma il recente piano di acquisti dell’Amministrazione Trump ha ridotto gli spread e rafforzato la performance. Con gli spread più contenuti, la nostra convinzione è più attenuata e potremmo modificare un po’ l’esposizione in base all’evolvere delle condizioni. Tuttavia, gli MBS agency continuano a offrire solido valore su base relativa rispetto agli spread compressi del credito societario e restano un importante ancoraggio difensivo in portafoglio. Il posizionamento di stampo attivo in termini di cedole, scadenze e strutture dovrebbe continuare a contribuire valore andando avanti.

D: Hai fatto accenno all’esposizione ai mercati emergenti. Qual è l’approccio della Strategia Income a questi mercati?

R: I mercati emergenti hanno messo a segno risultati vigorosi lo scorso anno e presentano tuttora valutazioni interessanti rispetto ad aree di investimento più affollate. Usiamo l’esposizione ai mercati emergenti per rafforzare i rendimenti e la diversificazione attraverso posizioni in valute locali di alta qualità, in determinate opportunità nel debito sovrano e in special situations selezionate reperite dal nostro team ME. Le allocazioni sono misurate ma forniscono un valido contributo alla diversificazione complessiva della strategia.

D: Considerazioni finali? 

R: In generale, la Strategia Income mira a sfruttare tutti gli strumenti del nostro armamentario di gestore obbligazionario attivo globale per costruire un portafoglio molto diversificato di investimenti improntati alla generazione di flussi reddituali.

Giova ricordare che i rendimenti obbligazionari di partenza tendono a essere fortemente predittivi dei risultati a lungo termine e i rendimenti attuali depongono a favore di valide prospettive a tre e a cinque anni. Mentre i tassi monetari sono previsti calare e le valutazioni azionarie restano elevate, crediamo che l’obbligazionario continui a offrire solido valore sostenuto dalla diversificazione globale e dalla flessibilità.

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